La guerra nella sensibilità di un poeta

"Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione. C’è volontà d’espressione, necessità d’espressione, nel Porto sepolto, quell’esaltazione quasi selvaggia dello slancio vitale, dell’appetito di vivere, che è moltiplicato dalla prossimità e dalla quotidiana frequentazione della morte. Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole."
(Giuseppe Ungaretti in L’allegria pag. 520 – 521).

Biografia

Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto 8 febbraio 1888 da genitori lucchesi. Il padre, operaio allo scavo del Canale di Suez morì due anni dopo la nascita del poeta la madre mandò avanti la gestione di un forno di proprietà, con il quale garantì gli studi al figlio . L'amore per la poesia nacque durante questo periodo scolastico e si intensificò grazie alle amicizie che egli strinse nella città egiziana.
Questi primi anni della vita vennero ripercorsi da Ungaretti nella poesia intitolata: I Fiumi, in cui ricordava i quattro corsi d’acqua della sua esistenza fino alla guerra: il Serchio che è il fiume della lucchesia e quindi delle sue radici; il Nilo che rimanda agli anni dell’ infanzia egiziana; la Senna che attraversa Parigi quindi agli anni dell’ adolescenza ed in fine l’Isonzo che scorre sul Carso e fa riferimento agli anni della prima guerra mondiale in cui il poeta prenderà parte. Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò alla campagna interventista, . Combatté sul Carso e in seguito a questa esperienza scrisse le poesie che, raccolte vennero stampate con il nome di: Il porto sepolto.



Al termine della guerra il poeta rimase a Parigi Nel 1921 si trasferì a Roma e collaborò all'Ufficio stampa del Ministero degli Esteri. Gli anni venti segnarono un cambiamento nella vita privata e culturale del poeta. Egli aderì al fascismo firmando il Manifesto degli intellettuali fascisti. Furono questi anche gli anni della maturazione dell'opera Sentimento del Tempo,è una raccolta di poesie, il tema centrale è la percezione fra il presente, il passato, e l'eterno.

Nel 1936 gli venne offerta la cattedra di letteratura italiana presso l'Università di San Paolo del Brasile, trasferitosi con tutta la famiglia, vi rimarrà fino al 1942 A San Paolo morirà il figlio Antonietto, all'età di nove anni, lasciando il poeta in uno stato di grande prostrazione interiore, evidente in molte delle poesie raccolte ne Il Dolore, il poeta si cala nel dramma – quello suo personale per la perdita del figlio e quello del popolo italiano; In Italia Ungaretti assiste impotente allo sfascio e alla distruzione dello Stato Fascista nel cui grembo per molti anni si è sentito al sicuro, ed è costretto a prendere atto dell'orrore della sistematica deportazione in Germania di connazionali ebrei e dissidenti. e riversa nel libro di poesie tutto il dolore che percepisce dentro e intorno a sé.
Morì a Milano nella notte tra il 1º e il 2 giugno 1970 per broncopolmonite. Il 4 giugno si svolse il suo funerale a Roma. Oggi è' considerato uno dei più importanti poeti della poesia ermetica.



Il poeta è influenzato molto dai temi della guerra. Scrive molte poesie incentrate sull’ orrore che ha dovuto subire in trincea. Si tratta di poesie che sviluppano sensazioni inerenti al conflitto, alla quotidiana convivenza con i morti e con i feriti, giorno e notte a contatto con la violenza e con l’odio che si contrappongono sui due fronti. I versi di questa poesia descrivono una notte passata dal poeta al fronte accanto al corpo di un compagno ucciso, con il viso sfigurato dal dolore, le mani irrigidite nella morte.

Veglia
Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

Cima Quattro il 23 dicembre 1915







L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, è per il poeta l’equivalente delle distruzioni che sono celate nel suo cuore, causate dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nei confronti dell’uomo, annullato dalla guerra.

San Martino del Carso

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti
Che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E’ il mio cuore
Il paese più straziato


L’immagine finale del cuore straziato richiama quella iniziale del brandello di muro, racchiudendo il componimento in un cerchio di dolore.



L'ermetismo

La poesia ermetica fu così chiamata nel 1936 dal critico letterario F. Flora il quale utilizzando l'aggettivo ermetico volle definire un tipo di poesia caratterizzata da un linguaggio difficile.
I testi ermetici sono composti da poche parole , che hanno un'intensa carica simbolica. Gli ermetici si sentono lontani dalla vita sociale , l'esperienza della prima guerra mondiale e del periodo fascista li ha condannati ad una grande solitudine morale, la quale li confina in una ricerca poetica riservata a pochi e priva di impegno sul campo politico.
Le poesie di Ungaretti, sono molto diverse da quelle degli altri poeti. Esse, infatti, sono molto brevi, a volte composte da una sola frase, mancano di punteggiatura ed è molto importante il titolo.